LA NUOVA VITA DEI GRANI ANTICHI: LA LORO RISCOPERTA COME PATRIMONIO COMUNE

05/02/2018
I grani antichi erano un tempo molto diffusi.
In realtà, più che tra grani “antichi” e “moderni”, avrebbe più senso distinguere tra grani “locali” o “autoctoni” e “modificati”, identificando con questi ultimi quelli su cui l’uomo ha operato cambiamenti genetici per trarne vantaggi di varia natura.
 
Solo in Sicilia, tra grani duri e teneri, si contavano oltre una cinquantina di varietà autoctone grazie allo straordinario patrimonio di biodiversità che caratterizza l’isola e che dipende dalle sue caratteristiche fisiche. Nel corso degli ultimi 100 anni sono stati progressivamente abbandonati, a favore di varietà di grano “moderne”, geneticamente migliorate attraverso ibridazioni ed incroci che hanno dato vita a varietà più produttive a scapito tuttavia delle tipicità locali.
 
Da qualche anno è tuttavia in atto una forte tendenza al recupero di questi cereali e noi, come Terre e Tradizioni, ci siamo fatti parte attiva in questo processo quando 5 anni fa ci siamo rivolti alla Stazione Sperimentale di Granicoltura di Caltagirone per recuperare i grani duri TIMILIA e RUSSELLO ed il grano tenero MAIORCA, immettendoli nuovamente nel sistema produttivo dell’isola.
 
Pur avendo una minore resa in campo, sono piante rustiche perfettamente adattate al loro territorio d’origine che si prestano perfettamente alla coltivazione biologica.
Questi grani, infatti, hanno piante ad alto fusto che spodestano in maniera naturale le piante infestanti e necessitano inoltre di poca concimazione, perché grazie a radici molto profonde traggono dal terreno i micronutrienti di cui necessitano.
 
Ciò che si perde in quantità la Natura ce lo rende, e con gli interessi, in qualità.
Nei loro chicchi si trova una concentrazione di antiossidanti (polifenoli e flavonoidi), sostanze che la pianta produce come meccanismo naturale di autodifesa nei confronti dell’ambiente in quantità maggiore rispetto a quella contenuta nei grani moderni, oltre a un contenuto aumentato di minerali quali ferro, zinco e manganese, indispensabili per un miglior funzionamento dell’organismo umano.
 
Queste preziose proprietà nutrizionali completano un circolo virtuoso che pone i grani antichi al centro di un modello agricolo sostenibile ed a basso impatto ambientale, per la salvaguardia della natura e la salute dell’uomo.
Un vero e proprio patrimonio comune su cui tutti siamo ora più che mai chiamati a prendere posizione.